Servizio di recupero di fauna selvatica ferita o in difficoltà
La protezione della fauna selvatica autoctona è competenza esclusiva della Regione, che può avvalersi dei servizi della Polizia provinciale
Introduzione
In un anno si stimano circa 300 le richieste di intervento per fauna selvatica in difficoltà rinvenuta sul territorio della provincia di Varese. L’intervento di recupero degli animali selvatici in difficoltà impegna costantemente il personale della Polizia provinciale, che si avvale anche di un servizio veterinario convenzionato. La Polizia effettua le verifiche necessarie per escludere atti illeciti perpetrati nei confronti della fauna selvatica ed eventualmente organizza il trasporto dell’animale ferito al CRAS – Centro Recupero Animali Selvatici WWF di Vanzago, dove la fauna in difficoltà viene curata per la riabilitazione e il reinserimento sul territorio.
Per segnalazioni relative a fauna selvatica ferita o in difficoltà è possibile contattare
Polizia provinciale, Settore polizia ittico venatoria:
- Giorni feriali in orario di ufficio: telefono 0332 867909
- e-mail: polizia.faunistica@provincia.va.it
Servizio veterinario convenzionato con la Polizia provinciale, SOLO per cervo, capriolo, cinghiale, altri ungulati selvatici, volpe, tasso, faina, lupo, istrice, aironi, cigni e uccelli rapaci:
- Giorni feriali (dal lunedì al giovedì) dalle ore 18.00 alle ore 08.00 del giorno seguente: NUMERO DI EMERGENZA 112
- Venerdì dalle ore 14.00 alle ore 8.00 del lunedì successivo: NUMERO DI EMERGENZA 112
- Giorni festivi infrasettimanali dalle ore 8.00 alle ore 8.00 del giorno successivo: NUMERO DI EMERGENZA 112
Per aiutare a capire se l’animale trovato è ferito o in difficoltà, leggere attentamente il documento RECUPERO UCCELLI, il documento RECUPERO CUCCIOLI DI MAMMIFERO o il documento RECUPERO ADULTI DI MAMMIFERO e, nel caso di dubbio, contattare o la Polizia provinciale ittico venatoria della Provincia di Varese o il C.R.A.S. WWF di Vanzago, perché una volta raccolto l’animale, in particolare nel caso dei cuccioli di mammifero che abbiano avuto contatti con le persone o animali domestici, difficilmente verranno ripresi dalla madre.
Ricordare sempre che l’animale selvatico, al contrario del domestico, non è abituato a ricevere attenzioni da parte delle persone e quella che per noi potrebbe essere una carezza rassicurante, per un rapace o una volpe è un contatto stressante che potrebbe provocare anche reazioni di difesa pericolose per noi e dannose per l’animale stesso.
Si ricorda che la detenzione di animali selvatici è vietata dalla legge 157/1992.
Si riportano ora alcuni casi più frequenti di rinvenimento di fauna selvatica.
I piccoli merli, o di altri uccelli completamente ricoperti di penne, anche se non sanno volare non sono abbandonati, in realtà stanno facendo le prime prove di volo, gli adulti li nutrono e li proteggono anche se non sono nel nido. Raccogliere uno di questi nidiacei significa strapparlo alle cure dei genitori; in presenza di un gatto bisogna spostarlo su una siepe, un muretto o un rialzo, allontanare il gatto e controllare a distanza l’arrivo dei genitori. Se, invece, la situazione è a rischio di predazione o investimento, oppure se l’uccello è ferito o in evidente difficoltà (ad esempio un adulto che non si allontana nonostante la presenza dell’essere umano), o se si tratta di un implume, è necessario attivarsi: il volatile va preso (con guanti robusti e aiutandosi con un telo nel caso di un rapace), messo dentro ad una scatola di cartone precedentemente forata per l’aerazione, chiamare per il recupero. Mai cercare di dargli da mangiare o da bere, e comunque senza avere prima consultato un centro di recupero.
I ricci sono mammiferi notturni che si avventurano vicino alle case in cerca di cibo, a volte entrano in garage o in casa per errore o in cerca di riparo, non serve portarli al CRAS, basta liberarli in un luogo sicuro anche poco distante. Nel caso siano evidentemente feriti o debilitati, o vagano di giorno, chiedere aiuto.
Il piccolo di capriolo o di altri ungulati trovati nei boschi o in campagna non è abbandonato, la madre è lì nelle vicinanze e tornerà a prenderlo a patto che un umano non sia intervenuto toccandolo o spostandolo. In questo caso, non riconoscendone più l’odore, la madre lo abbandonerà davvero. Solo e solo se il cucciolo è ferito oppure c’è un rischio imminente (ad esempio è in un campo dove sta avvenendo la mietitura) è necessario chiamare immediatamente i soccorsi, monitorando finché non arrivano (ma sempre senza avvicinarsi o toccare il cucciolo o somministrare cibo o acqua).
Se si investe un capriolo o un ungulato (o se si trova un ungulato investito), per prima cosa, bisogna fare in modo che l’animale non venga investito nuovamente, proteggendolo con l’auto. Agendo in sicurezza, senza mettersi in situazioni pericolose e indossando il gilet ad alta visibilità, è opportuno coprire gli occhi dell’investito con una coperta o uno straccio, senza accarezzarlo perché gli causerebbe stress e monitorarlo da lontano in attesa dei soccorsi, che si attivano chiamando il numero unico di emergenza 112 o, negli orari di ufficio, la Polizia provinciale ittico venatoria. Attendere sul posto l’arrivo dei soccorritori, anche per tenere a distanza curiosi o malintenzionati.
