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Questa mattina nel Salone Estense si è svolta la cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria, promossa dalla Prefettura di Varese insieme a Comune, Provincia, Università dell’Insubria, Ufficio scolastico territoriale, ANPI e ANED.
Alla cerimonia hanno partecipato il Prefetto Salvatore Pasquariello, il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, il Sindaco di Varese Davide Galimberti, la Rettrice dell’Università dell’Insubria Maria Pierro e il Dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Carcano.Un appuntamento che ha visto la presenza delle istituzioni e degli studenti degli Istituti comprensivi Alighieri di Cuveglio e Vidoletti di Varese.
Nel corso della mattinata, Ester De Tomasi, presidente provinciale ANPI, ha presentato le quattro nuove pietre d’inciampo che verranno posizionate sul territorio, in ricordo dei deportati Dante Buzzi, Gervaso Stefano Clemente, Roberto Bielli e Mario Gaetano Giovanella.
La mattinata è stata accompagnata dagli interventi musicali di Stefano Tosi e degli studenti della scuola Bertacchi di Busto Arsizio, seguiti dall’intervento della docente dell’Università dell’Insubria Paola Biavaschi, dedicato al tema della femminilità negata nei campi di sterminio.
Nel suo intervento, il Presidente Marco Magrini:
“Che cosa ce ne facciamo della memoria? La teniamo in tasca come un santino o la tiriamo fuori una volta all’anno per poi rimetterla via?
Oppure la lasciamo lavorare, anche quando disturba? Perché la memoria, quando è vera, non consola: è una pietra nella scarpa che ci fa camminare storto e ci costringe a guardare dove inciampiamo.
Ci obbliga a vigilare, soprattutto quando la violenza – anche quella del linguaggio – viene normalizzata.”
In allegato, l'intero discorso.
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Ultimo aggiornamento: 28-01-2026, 09:55

