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A seguito delle recenti notizie relative alla crisi formalmente annunciata dalla società Electrolux, con una previsione di esuberi a livello nazionale di 1700 lavoratori (su 4.600 che operano in Italia, mentre a livello mondiale sono circa 47.000), la Provincia di Varese è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare di coloro che operano presso il sito di Solaro, che si trova nel territorio della Città Metropolitana di Milano ma presso il quale sono occupati 700 dipendenti, di cui una parte residenti in Provincia di Varese e provenienti dal territorio del saronnese.

Dalle notizie oggi in nostro possesso, risulta che Electrolux, rispetto ai 5 siti produttivi italiani (Porcia in provincia di Pordenone, Susegana in provincia di Treviso, Cerreto d’Esi in provincia di Ancona, Forlì e quindi Solaro nel territorio della Città Metropolitana di Milano) che danno lavoro a circa 4.600 dipendenti, abbia quindi intenzione di ridimensionare fortemente la sua presenza in Italia, a causa della crisi internazionale che ha dimezzato la produzione degli elettrodomestici di questa gamma a livello internazionale.

La Provincia di Varese nel 2025 ha già affrontato – di concerto con la Regione Lombardia, il competente Ministero, le parti sociali e sindacali, le associazioni imprenditoriali e le rappresentanze politiche ed amministrative del territorio interessato, i sindaci ma anche quelle regionali e parlamentari – la crisi della Beko, mettendo a punto un sistema di coordinamenti territoriale politico sulle crisi aziendali, non solo in chiave riparatoria ma anche preventiva, che oggi costituisce un modello di analisi continua e puntuale, utile a studiare ed affrontare anche questa crisi che riguarda il territorio del saronnese, i suoi cittadini e le sue comunità.

Tutto ciò in stretta collaborazione sempre con Regione Lombardia, il competente Ministero, i sindaci del territorio, le parti sociali, le associazioni sindacali ed imprenditoriali, al fine di limitare il più possibile gli effetti di eventuali ridimensionamenti produttivi che tocchino i dipendenti e l’indotto.

Stiamo parlando di un territorio, quello del saronnese e del basso varesotto che confina con altre province e la Città Metropolitana di Milano, un territorio da sempre strategico, che è crocevia di importanti vie di comunicazione nazionali ed internazionali, quindi storicamente ricco di realtà produttive, piccole, medie e di grandi dimensioni, di filiere produttive diversificate, che quindi potranno far fronte ad una eventuale crisi del sito produttivo di Electrolux, crisi che, se ci sarà,  bisognerà però governare – a livello nazionale, regionale e locale - nei numeri e nei suoi effetti, con adeguati strumenti di tutela dei lavoratori, anche in ottica di utilizzo delle politiche attive del lavoro, per una ricollocazione ottimale dei lavoratori stessi ma anche per non perdere e disperdere altrove le conoscenze, le competenze e le professionalità acquisite sul territorio e che sul territorio si vuole rimangano.

La Provincia di Varese ha quindi subito attivato nei giorni scorsi la Segreteria tecnico scientifica del Gruppo tecnico crisi aziendali, emanazione del Tavolo di Coordinamento politico territoriale sulle crisi aziendali formalmente costituito nel 2025, di cui fanno parte la Provincia stessa (Settore Lavoro), la Camera di Commercio di Varese e l’Università LIUC, segreteria che si è riunita il 18.5 per verificare subito la situazione sulla base dei primi dati a disposizione e che è stata incaricata di seguirne puntualmente l’evoluzione.

L’8 giugno è stato poi convocato il Gruppo Tecnico crisi aziendali, di cui fanno parte oltre alla Provincia di Varese/ Settore Lavoro, le rappresentanze imprenditoriali e sindacali, la Camera di Commercio e l’Università LIUC.

 La Provincia di Varese utilizzerà quindi quello che si può ormai definire il “modello Beko”, che ha visto il coinvolgimento nelle crisi della Beko, sin dal suo avvio a fine 2024 e nella sua evoluzione nel 2025 e 2026, di tutte le forze politiche ed istituzionali a livello locale, regionale e nazionale nonché di tutte le rappresentanze sindacali ed imprenditoriali, al fine di fare fronte comune per la difesa dei posti di lavoro e delle competenze dei territori interessati, un modello che sta funzionando bene e che è molto utile non solo in fare di studio e monitoraggio delle varie situazion di crisi potenziali ma soprattutto per poter intervenire in situazioni di crisi conclamata come questa della Electrolux,  facendo squadra tra tutti coloro che, a vario titolo, sono chiamati ad un ruolo attivo ma anche consultivo.

Si è a conoscenza del fatto che il 25 maggio prossimo vi sarà a Roma un incontro tra la Electrolux, il Ministero e le rappresentanze sindacali. Sulla scorta delle decisioni che saranno assunte in quella sede, di concerto con Regione Lombardia ed i sindaci del territorio e le rappresentanze sindacali, si verificherà la situazione e le eventuali iniziative politiche coordinate necessarie per dare supporto alle azioni di tutela dei posti di lavoro.  

«Il cosiddetto “modello Beko” ha dimostrato quanto sia importante affrontare le crisi aziendali attraverso un coordinamento costante tra istituzioni, parti sociali e sistema economico territoriale. Anche in questa situazione, la Provincia di Varese è quindi al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, a tutela delle comunità locali e sociali in cui vivono e del tessuto produttivo di un territorio industriale fondamentale non solo per Varese ma per tutta la Lombardia» ha commentato Giacomo Iametti, Vicepresidente della Provincia di Varese e Presidente della Commissione Lavoro e Formazione.

Il Presidente della Provincia di Varese, Marco Magrini ha messo in evidenza che: «La Provincia di Varese segue con grande attenzione l’evolversi della situazione legata a Electrolux. In questo momento è fondamentale garantire massima vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie e attivare da subito tutti gli strumenti istituzionali utili a monitorare gli sviluppi della crisi. Il territorio del saronnese e del basso varesotto rappresenta un’area strategica dal punto di vista produttivo e occupazionale e, come già avvenuto nel caso Beko, intendiamo lavorare in stretta sinergia con Regione Lombardia, Ministero, Sindaci, organizzazioni sindacali e rappresentanze imprenditoriali per tutelare posti di lavoro, competenze e tessuto economico locale».

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Ufficio Stampa della Provincia di Varese

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Ultimo aggiornamento: 20-05-2026, 12:19