Mappatura acustica
Tutte le informazioni in merito alla disciplina del controllo del rumore ambientale
Legislazione
Nella legislazione italiana la disciplina del controllo del rumore ambientale è affidata alla Legge 26.10.1995 n. 447 "Legge quadro sull'inquinamento acustico" (pubblicata nella G.U. 30.10.1995 n. 254) ed a numerosi decreti di attuazione successivi; in particolare, si riportano i seguenti provvedimenti normativi:
- D.P.C.M. 14.11.1997 "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore"(pubblicato nella G.U. 01.12.1997 n. 280);
- D.M. 16.03.1998 "Tecniche di rilevamento e di misurazione dell'inquinamento acustico" (pubblicato nella G.U. 01.04.1998 n. 76);
- D.M. 29.11.2000 "Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore"(pubblicato nella G.U. 06.12.2000 n. 285);
- D.P.R. 30.03.2004 n. 142 "Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare"(pubblicato nella G.U. 01.06.2004 n. 127).
Il D.Lgs. 194/2005 recepisce nell'ordinamento italiano la Direttiva Europea 2002/49/CE: "Determinazione e gestione del rumore ambientale". Scopo del decreto è quello di "evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi dell'esposizione al rumore ambientale, compreso il fastidio". Il decreto si applica, quindi, solo al rumore ambientale, ovvero solo al rumore presente all'esterno degli edifici, definito come l'insieme dei suoni indesiderati o nocivi prodotti dall'attività umana, compreso il rumore prodotto dai mezzi di trasporto o proveniente dai siti d'attività industriale (aree classificate in classe V o VI nella zonizzazione acustica comunale ed in cui siano presenti attività industriali soggette ad Autorizzazione Integrale Ambientale, ai sensi del D.Lgs. 59/2005 che recepisce la Direttiva 96/61/CE). Il decreto non si applica, pertanto, al rumore generato dalla persona esposta, dalle attività domestiche proprie o del vicinato, né al rumore sul posto di lavoro prodotto dalla stessa attività lavorativa od a bordo dei mezzi di trasporto o dovuto ad attività militari.
Per raggiungere i propri obiettivi il decreto introduce tre strumenti fondamentali:
- la mappatura acustica e le mappe strategiche per conoscere lo stato dell'esposizione della popolazione al rumore;
- i piani d'azione per evitare e/o ridurre il rumore ambientale nonché evitare aumenti di rumore nelle zone silenziose;
- l'informazione e la partecipazione del pubblico in merito al rumore ambientale ed ai relativi effetti per garantire un processo democratico e condiviso di lotta al rumore.
Il D.Lgs. 194/2005 introduce, inoltre, numerose definizioni tra cui le seguenti:
- asse stradale principale: un'infrastruttura stradale su cui transitano ogni anno più di 3.000.000 di veicoli;
- mappatura acustica: la rappresentazione di dati relativi ad una situazione di rumore esistente o prevista in una zona, relativa ad una determinata sorgente, in funzione di un descrittore acustico che indichi il superamento di pertinenti valori limite vigenti, il numero di persone esposte od il numero di abitazioni esposte a determinati valori di rumore;
- piani d'azione: i piani destinati a gestire i problemi d'inquinamento acustico ed i relativi effetti, compresa se necessaria la sua riduzione.
I principali strumenti introdotti dalla Direttiva per raggiungere i propri obiettivi sono:
- la determinazione dell'esposizione al rumore ambientale mediante la mappatura acustica delle principali sorgenti di rumore presenti sul territorio, da realizzarsi sulla base di metodi di determinazione comuni agli Stati membri;
- l'informazione e la partecipazione del pubblico in merito al rumore ambientale ed ai relativi effetti per garantire un processo democratico e condiviso di lotta al rumore;
- l'attuazione di piani d'azione per evitare e/o ridurre il rumore ambientale nonché per evitare aumenti di rumore nelle zone silenziose.
Il D.Lgs. 194/2005 definisce i piani di azione come i piani destinati a gestire i problemi di inquinamento acustico ed i relativi effetti, compresa, se necessario, la sua riduzione.
Nel caso delle infrastrutture stradali, i piani d'azione devono interessare gli "assi stradali principali", cioè quelle strade dove transitano ogni anno più di 3.000.000 di veicoli.
Tuttavia, nella prima fase di applicazione della Direttiva (luglio 2008), i piani d'azione devono essere redatti unicamente per quelle strade su cui transitano più di 6.000.000 di veicoli/anno. L'elaborazione dei piani d'azione per gli assi stradali con più di 3.000.000 di veicoli/anno (e meno di 6.000.000) dovrà essere effettuata entro il 18.07.2013.
Infine, i requisiti minimi dei piani d'azione sono contenuti nell'allegato 5 del D.Lgs. 194/2005. I piani d'azione devono essere successivamente rivisti almeno ogni 5 (cinque) anni, a meno che non intervengano prima sviluppi sostanziali della situazione acustica.
La Provincia di Varese è autorità competente in materia di "mappatura acustica" e "piano d'azione", in quanto ente gestore di assi stradali principali su cui transitano più di 3.000.000 di veicoli/anno.
