
Agostino Ramelli, ingegnere nel XVI secolo.
Nacque
a Ponte Tresa
o Mesanzena nel 1531 e fu fino al 1555 al servizio di Gian Giacomo
de Medici (1495-1555), marchese di Marignano, lattuale
Melegnano, presso il quale ebbe la possibilità di studiare matematica
ed architettura, secondo quanto lo stesso Ramelli ha lasciato scritto.
Il Medici, conosciuto anche come Gian Giacomo il Medeghino, condottiero,
ricevette il marchesato di Marignano intorno al 1532 da Francesco
Sforza II, duca di Milano, città dalla quale era stato bandito a causa
della sua ambizione. Egli risiedette anche a Frascarolo,
a Musso e Gravedona, sul lago di Como.
È possibile che il giovane Ramelli avesse accompagnato il Medeghino
nella guerra di Siena e in altre sue avventure militari. E' certo
che si trasferì in Francia dove fu al servizio di Enrico dAngiò
(1551-1589), figlio di Enrico II e di Caterina de Medici, dal
1574 re di Francia con il nome di Enrico III. Questi, al centro delle
lotte religiose nella Francia cinquecentesca, dopo aver promosso la
strage della notte di San Bartolomeo (23-24 agosto 1572) durante la
quale vennero sterminati i calvinisti, nel 1572 assediò invano La
Rochelle, roccaforte degli Ugonotti.
Il Ramelli prese parte allassedio in qualità di ingegnere, forse
accompagnando un contingente di quattromila soldati italiani comandati
dal veneziano Filippo Strozzi, che aveva condotto campagne militari
negli stessi luoghi e nel medesimo periodo di Gian Giacomo Medici.
Durante una missione di esplorazione del porto atlantico di La Rochelle,
venne gravemente ferito e fatto prigioniero, ma riottenne presto la
libertà, grazie allintervento del duca.????
Con
lascesa al trono di Enrico, consolidò la sua posizione a corte
e decise di pubblicare i suoi studi e i suoi progetti. Essi furono
raccolti nel volume Le diverse ed artificiose macchine del capitano
Agostino Ramelli, poderoso in folio pubblicato nel 1588
a Parigi, nel quale sono raccolte 194 tavole accompagnate da un testo
in italiano e in francese, che presentano le sue geniali invenzioni,
parte delle quali immaginarie. Vi sono 110 pompe o meccanismi per
innalzare lacqua, 25 mulini, 10 gru, 7 meccanismi per trascinare
strutture pesanti, 4 cassoni per il prosciugamento di fossati, 4 fontane,
15 ponti per attraversare fossati, 14 congegni per sfondare le difese
nemiche ed infine dispositivi per lanciare palle da canone e trabocchi.
Questopera è un classico dellingegneria rinascimentale
ed ebbe una significativa influenza sullo sviluppo della meccanica
europea nei decenni successivi.
Vi sono descritte le più diverse macchine, tra le quali una ruota
ad asse verticale per il sollevamento dellacqua, simile a quella
disegnata da Leonardo da Vinci, una macchina da guerra capace di muoversi
in immersione, mulini, ruote idrauliche.
Il suo progetto più noto è forse la ruota dei libri, leggio multiplo
rotante, ideato per consentire lagevole lettura contemporanea
di più testi; offriva al suo utilizzatore la possibilità di disporre
di più libri, mantenuti orizzontali da un complesso sistema di ruote
dentate, sì che i libri non cascheranno, ne si muoveranno
dal luogo dove si sono posti: anzi resteranno sempre nel medesimo
stato, et si ripresenteranno sempre davanti al lettore nella medesima
maniera che si sono posto sopra le sue tavolette, senza che ci sia
di bisogno di legarli, ne ritenerli con cosa alcuna.
Si tratta di un meccanismo che a molti è sembrato precorrere la lettura
ipertestuale, vale a dire ciò che voi state facendo in questo momento.
Di lui si ha ancora notizia nel 1590, quando Filippo Pigafetta (1533-1604)
afferma che Parigi, assediata, era difesa con laiuto del Capitano
Agostino di Lugano. Lultimo documento ritrovato che lo riguarda
è una carta legale datata 1608 con la firma sua e della sua consorte.
Nulla si sa riguardo la sua morte.
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