
Francesco III d'Este.
Nacque nel 1698, figlio di Rinaldo duca di Modena
e Reggio.
Si districò con alterni destini tra le vicende che segnarono i destini
del territorio dellItalia del nord dopo lo scoppio della Guerra
di successione polacca nel 1733, e prese parte alla Guerra di successione
austriaca (1742-1748) parteggiando per la Spagna.
Ebbe confermato il possesso del ducato dalla pace di Aquisgrana, che
riconosceva a Maria Teresa dAsburgo (1717-1780) il trono imperiale.
Da allora rimase fedele allimperatrice austriaca, arrivando
a prestarle centomila zecchini gigliati durante la Guerra dei sette
anni.
Gaudente e libertino, ma anche amante della compagnia di letterati e poeti, Francesco III
fu abbandonato dalla prima moglie Carlotta Aglae di Borbone, che morì nel 1761 a Parigi,
dove si era trasferita. Sposò in seconde nozze Teresa Castelberco e, dopo la morte di
questultima nel 1765, si unì a Renata Teresa dHarrach, vedova Melzi, che gli
sopravvisse.
Grazie alla posizione strategica del Ducato di Modena, cerniera tra
la pianura padana, la Liguria e la Toscana, Francesco III fu al centro
delle attenzioni del governo austriaco in Italia, che mise in atto
una opportuna politica di alleanze. Artefice di questa politica fu
Beltrame Cristiani, plenipotenziario di Maria Teresa in Lombardia.
Egli, grazie ad un avveduto accordo matrimoniale con il quale la nipote
del duca fu concessa in moglie al terzogenito dellimperatrice,
legò il casato estense agli Asburgo. Il contratto di matrimonio stipulato
nel 1753 stabiliva che in cambio Francesco III, più avvezzo alle attività
mondane che agli intrighi politici, ottenesse la carica onorifica
di Amministratore del Ducato di Milano, il che gli permise di prendere
parte alla bella vita della città.
Nel 1764, forse pago delle distrazioni che la sua condizione gli aveva permesso fino ad
allora, fece richiesta a Maria Teresa di un feudo dove potersi adeguatamente sistemare
ponendovi la sua residenza.
Francesco III mise gli occhi su Varese, dove nel 1755 aveva soggiornato ospite del
marchese Paolo Antonio Menafoglio, godendo della
vita di villa che la nobiltà milanese intratteneva sul Colle
di Biumo.
Nel 1766 da Vienna arrivò la risposta positiva alle richieste
ducali, non prima però di una accurata indagine compiuta dai solerti
funzionari austriaci riguardo al valore delle terre concesse. Il territorio
di Varese diventava feudo di Francesco III fino alla sua morte, dopodiché
sarebbe ritornato allAustria.
Così il borgo perse la sua indipendenza vecchia di secoli, strenuamente
difesa fino allultimo con suppliche ed istanze al governo austriaco,
ma sacrificata in nome di superiori ragioni politiche.
Pochi giorni prima della firma del diploma di infeudazione, Francesco
III aveva acquistato la casa di proprietà di Tommaso Orrigoni, costruita
poco fuori Varese, sulla via per Casbeno.
Egli la trasformò con importanti lavori di ampliamento, durati fino
al 1773, nella sua residenza, che volle circondata da un grandioso
giardino, nello stile italiano, con riferimenti a quello di Shönbrunn
in Austria.
Nel 1771 il Duca dEste vi stabilì la sua residenza, trasferendovi
la sua corte e lo stile di vita cui era avvezzo, e patrocinando la
costruzione del Teatro
ducale.
Francesco III morì nel 1780.
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