La civiltà di Golasecca.

La civiltà di Golasecca si sviluppa nel territorio compreso fra lo spartiacque alpino a nord, il Po a sud, il Serio ad est e il Sesia ad ovest, lungo un arco di tempo che va dal IX al IV secolo a.C.
Il nome deriva dalle scoperte dell'archeologo e studioso locale abate G.B. Giani (1788-1857), avvenute agli inizi dell'800 nel territorio del comune di Golasecca. Giani aveva erroneamente identificato nei reperti le testimonianze della battaglia avvenuta durante la Seconda guerra punica tra Annibale e Scipione lungo il Ticino, seguendo una interpretazione riportata già da Carlo Amoretti alla fine del Settecento.
Nel 1865, Gabriel de Mortillet corresse tale interpretazione, attribuendo i manufatti ad una civiltà autonoma preromana.
Le principali aree dei ritrovamenti della cultura di Golasecca sono situate, oltre che lungo le sponde lombarda e piemontese del Ticino, nei dintorni di Como e di Bellinzona.
Gli unici indizi che ci raccontano della vita e della cultura dei Golasecchiani provengono dalle loro tombe, ritrovate in grande quantità nella zona di Sesto Calende, Golasecca e Castelletto Ticino.
Di probabile origine celtica, presumibilmente avevano una struttura sociale organizzata per gerarchie e divisa in villaggi sparsi sul territorio nei pressi dei luoghi delle necropoli; praticavano l’agricoltura, la tessitura e l’allevamento, producendo carne e formaggio.
Insediati in un’area di grande importanza per i rapporti tra nord e
sud lungo i percorsi per i passi del San Bernardino, Gottardo e Sempione, commerciavano con gli Etruschi e con i Greci, dei quali sono state trovate suppellettili, fungendo da intermediari con i Celti del nord. Scambiavano stagno, ambra e corallo con olio, cereali, vino e carne salata. Avevano contatti anche con Hallstatt, in Austria, 50 Km a sud-est di Strasburgo, da dove trasportavano il sale necessario alla conservazione del cibo.
La produzione artigianale è testimoniata dal vasellame modellato a mano o con il tornio lento nelle epoche più basse, e dagli oggetti di metallo eseguiti a fusione o per laminatura. Le decorazioni hanno una influenza etrusca.
Nel 388 a.C. i Celti conquistarono il territorio dei Golasecchiani, causandone il decadimento e la scomparsa.
Importanti testimonianze delle loro tombe sono conservate presso i Musei civici di Varese (Giardini estensi, tel. +39 0332 281590, aperto da martedì a domenica 9.30-12-30 e 14-17.30) e di Sesto Calende, e nel Museo della Società gallaratese di studi patri a Gallarate (Via Borgo Antico, tel. +39 0331 785090, aperto da domenica a venerdì 10-12, sabato 10-12 e 15-17).

Sulle colline delle Cornelliane, al Monsorino e al Galliasco, sono stati trovati i reperti più interessanti.



HOMEITINERARI