. | La convinzione che le nostre valli e montagne celano un potenziale turistico da scoprire e valorizzare, senza timori
reverenziali verso altre località di maggiore risonanza, ci ha indotti ad uno studio attento del territorio della Comunità
Montana della Valcuvia per ricercare una serie di percorsi naturalistici, strutturati unitariamente e a cui si è data la
denominazione di Anulare Valcuviano.
La scelta degli itinerari è stata fatta tenendo conto della diversa gamma dei potenziali fruitori (scolaresche, turisti,
escursionisti a piedi o a cavallo, ecc...), pertanto, accanto a percorsi maggiormente impegnativi per durata o difficoltà ne
sono stati individuati altri più agevoli.
Gli itinerari sono stati inoltre scelti al fine di valorizzare le bellezze naturali fruibili dalle vette valcuviane, di far
conoscere i boschi di particolare pregio paesaggistico, i corsi d'acqua con le loro cascate, le sorgenti, i massi erratici, i
fenomeni carsici, le associazioni vegetali, la flora di particolare bellezza e la fauna.
Accanto ai fenomeni naturali, i percorsi permettono l'incontro con rustiche frazioni rurali, rocche, forti e resti di
archeologia industriale.
Esso unisce, in un unico lungo percorso, gli itinerari più belli e panoramici dell'intera Comunità Montana, seguendo le
mulattiere, costeggiando i monti, salendo sulle vette, scendendo nelle valli o costeggiando i torrenti, attraverso sentieri
molto spesso agevoli, a volte impegnativi ma mai difficoltosi.
Dalla cittadina di Laveno, che ben si presta per la sua particolare ricchezza di mezzi di comunicazione, il percorso
prende avvio per raggiungere attraverso la vecchia mulattiera per Vararo, le vette altamente panoramiche che in
successione vengono a costituire il confine nord della Comunità Montana della Valcuvia.
Sono i Pizzoni di Laveno, il Monte Nudo, il Monte Colonna e il S. Martino.
Dal Monte S. Martino, l'anulare Valcuviano discende attraverso la bella strada boschiva Val Alta Mesenzana a
Cassano Valcuvia.
Da qui, raggiunta e superata a valle la statale, procede sul versante opposto.
Da Rancio a Orino esso corre, senza particolari salti di quota, attraverso rustici paesini e lussureggianti boschi,
seguendo strade campestri e sentieri boschivi facili e agevoli.
Da Orino riprende di nuovo a salire per raggiungere la sommità del campo dei fiori in località Forte di Orino, a quota
1139 m s.l.m.
La vista che qui si gode dei laghi e delle alpi è veramente impareggiabile.
Dal Forte di Orino, l'anulare di nuovo presto discende verso Gavirate per proseguire, a minor quota, lungo piacevoli
percorsi, nei comuni di Cocquio Trevisago, Gemonio e Brenta.
Raggiunto Cittiglio l'itinerario per S. Clemente offre nuovamente la vista del lago Maggiore e delle Alpi, prima di
scendere in località Capo di Sotto e raggiungere la piccola torbiera di Mombello.
Il percorso si conclude a Laveno dopo aver attraversato i boschi dei Gangelli, la frazione Chiso e il Monte Brianza. |